Galileo è linceo dal 1611. È quello stesso anno che firma per la prima volta come "Galileo Galilei Linceo", e nel 1623 dedica il suo capolavoro polemico, Il Saggiatore, a un cardinale poeta dei Lincei: Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII. La storia della scienza moderna in Italia comincia in questa rete di lettere, telescopi, regali, sospetti.
Trecento anni dopo, lungo lo stesso filo accademico, Guglielmo Marconi mette a punto la telegrafia senza fili e diventa presidente dei Lincei nel 1930. Le sue carte, conservate all'Accademia, raccontano un Novecento in cui la scienza italiana parla con il mondo: lettere ai laboratori americani, brevetti, conferenze internazionali, premi Nobel. Tra Galileo e Marconi corre una sola istituzione: i Lincei.